Matteo Belli, attore, giullare, esperto di voce

L’attore italiano, per vocazione nomade, vive, da tempo immemore, una qualità spesso frammentaria della propria esistenza, condizione dovuta (io credo) alle necessità della sopravvivenza immediata. Si cerca un lavoro, si cerca un pasto, si cerca un letto, si cerca un attimo di compagnia. E poi si prosegue, in un cammino di cui, a volte, si perde la rotta o addirittura, il profilo dell’orizzonte. Nel cosiddetto “mondo del Teatro” ci sono incontri occasionali che potremmo definire “scivolosi”, altri che potremmo chiamare “appiccicosi” e poi ce ne sono altri ancora che definirei “magnetici” e che si potrebbero distinguere in due tipi: quelli a polarità uguale (in cui i magneti si respingono) e quelli a polarità inversa (in cui i magneti si attraggono). Incontrare Emanuela è stato per me un incontro di quest’ultimo tipo, in cui ho sempre avvertito la qualità umana della donna e dell’attrice sempre presente e mai “occasionale”, nel condividere riflessioni, così come quando ho avuto la fortuna di organizzare con lei un seminario didattico e di viverne la bellezza e l’intensità, che ho sentito provenire da un’impostazione di amore e capacità, che Emanuela riesce a imprimere alla propria vita, personale e teatrale. La qualità della sua presenza mi sembra fondamentale per la sopravvivenza del Teatro italiano, ovunque e comunque sia fatto e continui a esistere.

Matteo Belli, attore, giullare, esperto di voce

Leave a Reply